A Tornio il giorno è già sorto, anche se non sono ancora le sette del mattino. Le giornate in Finlandia si sono allungate rispetto a cinque mesi fa, quando Aleksandros era qui l’ultima volta, dopo aver completato i primi sei mesi nel nuovo ruolo per Tapojärvi. Un ruolo in cui le competenze linguistiche e culturali sono importanti tanto quanto quelle tecniche.
“Mi sento metà greco e metà finlandese. Ho vissuto in Grecia fino ai 12 anni, poi ci siamo trasferiti a Kemi, la città natale di mia madre. Quando siamo arrivati, parlavo a malapena il finlandese. Ma in un paio d’anni l’ho imparato e ho trovato amici”, racconta Aleksandros.
Dall’assistenza sanitaria all’ingegneria
Il suo ingresso nel mondo dell’ingegneria è stato quasi casuale. Dopo il servizio militare, sognava di diventare infermiere e aveva presentato domanda per quella professione. Contemporaneamente, aveva fatto domanda anche per un corso in ingegneria meccanica e della produzione – ed è stato ammesso. Da lì è cominciato il suo percorso nel settore industriale.
Quando ha iniziato gli studi, non aveva esperienze tecniche pregresse legate agli hobby. Ha acquisito tutte le competenze sul campo, tra scuola e lavoro. Per lui, la chiave dell’apprendimento è stata la pratica e la curiosità.
“Se non so qualcosa, non ho paura di fare domande, anche se possono sembrare banali. Durante la tesi, chiedevo agli operatori più esperti perché certe cose si facessero in un certo modo, e li invitavo a spiegarmelo in modo semplice. Questo li portava a riflettere più a fondo sui processi”, racconta.
Nuove competenze nel settore minerario
“Ho lavorato nello stabilimento Outokumpu di Tornio dal 2013, iniziando con tirocini e sostituzioni durante gli studi. Dopo la laurea, nel 2018, ho ottenuto un contratto a tempo indeterminato nella laminazione a freddo”, spiega Aleksandros.
Quando ha saputo della possibilità di lavorare per Tapojärvi in Grecia, non ha esitato. Tornare nel Paese d’origine lavorando per un’azienda finlandese era un sogno che coltivava da tempo.
Il passaggio dalla fabbrica alla miniera ha rappresentato un cambiamento radicale. In fabbrica seguiva la linea di produzione; oggi, invece, il suo ruolo è orientato al supporto delle attività produttive nella miniera.
“Il mio lavoro è molto variegato. Devo garantire che le strutture e tutto il necessario per le attività siano pronti. Conoscendo la lingua e la cultura, vengo coinvolto in quasi ogni aspetto”, racconta.
Le sue competenze trasversali si adattano perfettamente alla posizione. In Tapojärvi, l’internazionalizzazione rende sempre più preziose le competenze culturali e linguistiche dei dipendenti.
Autonomia e responsabilità
Aleksandros considera il cambio di carriera un vero successo. Il settore minerario gli sta offrendo nuove sfide e opportunità di crescita, anche dal punto di vista linguistico. Ma non è solo una questione di lingua: Aleksandros è un ponte tra due modi di lavorare e di pensare.
“In Finlandia si seguono certi metodi, mentre in Grecia se ne seguono altri. Conoscendo entrambe le culture, riesco a spiegare i diversi punti di vista e a far comprendere il motivo di certi comportamenti. Questo facilita la comunicazione e la collaborazione”, osserva.
Anche il modo di lavorare è cambiato.
“In fabbrica avevo un’area ben definita e compiti prestabiliti. In Tapojärvi ho maggiore libertà: posso proporre idee e il mio team si fida di me. Insieme troviamo le soluzioni migliori. Quando c’è equilibrio tra libertà e responsabilità, tutto funziona meglio”, afferma.
Cogliere le opportunità giuste
All’inizio, partire per la Grecia lo preoccupava: nuovo lavoro, nuova vita. Una scelta impegnativa, ma consapevole.
Anche se ha lasciato amici e la sua casa estiva in Finlandia, è soddisfatto della decisione presa.
“In Grecia la vita è più rilassata, si dà più valore al tempo libero. A Skouries c’è un gruppo di lavoro molto affiatato. Grazie a questo lavoro, ho fatto 90 nuove amicizie”, sorride.
Per il futuro, Aleksandros ha un desiderio chiaro: continuare a crescere insieme a Tapojärvi.
“Sono incoraggiato a crescere e ad agire. Anche quando c’è molto da fare, il mio superiore si ricorda sempre di chiedere come sto. Vengo trattato come persona e il mio lavoro è apprezzato”, conclude.
